Cambiare prospettiva cambia il mondo

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Vista dallo spazio, la Terra non presenta né un sotto né un sopra; nord e sud non hanno posizione fissa.

Al contrario, la maggior parte delle moderne mappe cartografiche sottende una certa gerarchia spaziale: a Est l’Asia, a Ovest le Americhe, in mezzo l’Europa.

Per il politico australiano Stuart McArthur, questa disposizione non funziona: è l’Australia il centro del suo mondo. Così, nel 1979 pubblica la Universal Corrective Map of the World, una mappa del mondo come tante altre, con l’unica, decisiva differenza di essere capovolta. Questo nuovo taglio visuale spariglia le carte: come se il mondo si mostrasse per la prima volta. E in mezzo alla cartina, orgogliosa e ben visibile, la Terra dei canguri.

McArthur sa, forse inconsciamente, che una mappa non è solo una mappa. È un insieme di elementi disposti secondo una certa logica; è frutto di specifiche scelte comunicative, anche se non sempre esplicite. Persino i cartografi, nel tentativo di riprodurre fedelmente la realtà, lasciano delle tracce. Non possono non comunicare: la pura oggettività non esiste.

Con la sua mappa correttiva, McArthur sembra suggerire che ogni comunicazione corre sempre un infido pericolo: quello di mostrare solo una fetta della torta, di porre una distanza gerarchica fra noi e gli altri. Fra l’Europa e l’Australia.

Insomma, l’immagine qui sopra forse rappresenta un invito a non dimenticarsi di questa separazione, a ricordarsi che il linguaggio esprime sempre un punto di vista. E che le cose potrebbero essere altrimenti.

Guarda anche www.mapdesign.icaci.org e www.rivistastudio.com

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